LA PRODUTTIVITA’ DELLA CASA, SENZA L’OSTE

  • Ogni giorno, nel mondo, vengono fuori dati che non fanno rumore; invece dovrebbero farlo.

Nel primo trimestre del 2019 la produttività negli Stati Uniti, relativa al settore manifatturiero, è aumentata al tasso annualizzato del 3,4% rispetto all’ultimo trimestre del 2018; dal 1947 al 2018, la crescita media è stata del 2,1 per cento. Rispetto a un anno prima, la produttività – l’indice viene ottenuto dividendo la produzione per il numero di ore lavorate – è cresciuta del 2,4%, il rialzo maggiore dal terzo trimestre del 2010.

Nel primo trimestre, sempre del 2019, il costo unitario del lavoro invece risulta diminuito al tasso annuo dello 0,8%, rispetto ai tre mesi precedenti.

Le scorte delle imprese, nel secondo trimestre poi, hanno registrato un +0,8% rispetto a marzo.

All’attuale ritmo di vendita, occorrerebbero 1,34 mesi per venderle. Le scorte di auto sono aumentate del 3,8%, il massimo dall’agosto 2018.

Che cavolo di produttività è mai quella misurata in casa delle Imprese, gestendo il capitale ed il lavoro, che non sembra far bene a quelli fuori da questa casa se, il Pil reale pro-capite Usa, non sembra far tutto d’oro quel che luccica. L’aspettativa di vita è scesa ben al di sotto di quella di altri Paesi del G7; il reddito mediano di una famiglia americana, al netto dell’inflazione, è salito solo del 2,2% rispetto alla fine degli anni ’90, nonostante il Pil reale pro-capite sia aumentato del 23% nello stesso arco temporale; il tasso di povertà è rimasto vicino a quello registrato prima della crisi finanziaria, con quasi 45 milioni di poveri su una popolazione di oltre 300 milioni di persone.

Essì, cari padroni di casa della vostra azienda, affinchè non venga sgarupata, occorre saper gestire la produttività, quella di sistema però: la casa dove abitano tutti!

Ai Produttori tocca raddrizzare i modi del loro fare rendendo efficiente l’impiego delle riserve di capitale. Se si teme di investire per produrre invenduto, sottraendo denaro alla crescita, si investa per vendere l’eccesso già prodotto; adeguando il prezzo di quelle merci torneranno sufficienti redditi insufficienti, troverà ristoro il potere d’acquisto, mitigato il debito.

Si potrà consumare, si potrà tornare a produrre, a lavorare, a crescere, a guadagnare.

Eggià, smaltire l’invenduto restituisce scarsità alle merci ripristinandone il valore; l’impresa riacchiappa scampoli di capacità competitiva e…. toh, pure la produttività.

Mauro Artibani, l’economaio

Informazioni su professionalconsumer

Sono Mauro Artibani, l'economaio. studioso dell’Economia dei Consumi, quella che gli accademici non scorgono, le Facoltà di Economia non insegnano. Da 15 anni sviluppo una ricerca al cui centro abita il “Professional Consumer” che sbircia, indaga e intravvede le regole per un capitalismo tutto nuovo. Autore del libro: PROFESSIONE CONSUMATORE Paoletti D´Isidori Capponi, Marzo 2009 Autore del libro: LA DOMANDA COMANDA: VERSO IL CAPITALISMO DEI CONSUMATORI, BEN OLTRE LA CRISI Autore del DECALOGO DEL PROFESSIONAL CONSUMER Ho in corso la redazione del “SILLABARIO DELL’ECONOMIA DEI CONSUMI” testo che riallinea le voci dell’economia al nuovo paradigma della produzione.
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