BAMBOCCIONI UN CORNO!

bamboccioni

Di questi tempi chi non ha incontrato un bamboccione? Chi non lo ha per figlio? O peggio, non lo è stato? E quelli che sotto mentite spoglie ancor lo sono?

Ieri, no: non far nulla non si poteva. Un anatema grosso così impediva di poter stare in panciolle. Eggià! Con l’ozio padre dei vizi erano scappellotti!

Quegli scappelloti faranno addirittura saltare le aristocratiche teste di noti perdigiorno che il mondo borghese, aduso a faticare, taglia a destra e a manca.

L’impresa, figlia di quella temperie del neg-ozio, mette fatica nel produrre per dare ristoro ai bisogni. I bisognosi pure hanno da lavorare, per guadagnare quel che serve a dare ristoro proprio agli stessi bisogni.

Non andò sempre così: quando l’aumento della capacità produttiva delle Imprese fece troppo, venne svalutato il valore del lavoro proprio mentre toccava, invece, acquistare oltre il bisogno.

Cambiò il mondo: in quella nuova temperie vennero forgiate le nuove generazioni. I Sociologi del lavoro vennero zittiti, i Filosofi andarono ramenghi. La produzione di senso fu presa in comodato d’uso da quelli del Marketing, così come la domanda. Filosofando attrezzarono tutt’un altro mondo, rendendolo appetibile. Ai bamboccioni non restò che consumare, più che lavorare.

Il precetto della vita spesa a fare la spesa orientò il loro fare; fissò il target per garantire la crescita economica.

Nuove generazioni, così generate, si mostrano: 2.300.000.000 Neet (Not in Education, Employment or Training) già stanno in giro; in giro stanno pure il 41,5% di giovani disoccupati.

Bivaccano? Tutt’altro!

Per scelta i primi; giacchè costretti pure i secondi girano per i centri commerciali, spendono con i soldi di papà per dare ristoro alle emozioni, alle passioni epperchennò alle asperienze; si informano, sbirciano. Tutto questo fanno e rifanno tutti il giorno, i mesi, gli anni, senza ferie ne’ la previdenza, manco l’assistenza. Si spendono e quando possono spandono, per fare quella crescita, buona per tutti: Bamboccioni un corno!

Eppoi, saranno pure quel che saranno ma, se si avvedono di quel che fanno con il loro fare, magari presenteranno il conto per cotanto lavoro.

Mauro Artibani

https://www.facebook.com/133670339996087/photos/a.1032884836741295.1073741825.133670339996087/1032884756741303/?type=1

http://audio.radio24.ilsole24ore.com/radio24_audio/2015/150506-versioneoscar.mp3

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Informazioni su professionalconsumer

Sono Mauro Artibani, l'economaio. studioso dell’Economia dei Consumi, quella che gli accademici non scorgono, le Facoltà di Economia non insegnano. Da 15 anni sviluppo una ricerca al cui centro abita il “Professional Consumer” che sbircia, indaga e intravvede le regole per un capitalismo tutto nuovo. Autore del libro: PROFESSIONE CONSUMATORE Paoletti D´Isidori Capponi, Marzo 2009 Autore del libro: LA DOMANDA COMANDA: VERSO IL CAPITALISMO DEI CONSUMATORI, BEN OLTRE LA CRISI Autore del DECALOGO DEL PROFESSIONAL CONSUMER Ho in corso la redazione del “SILLABARIO DELL’ECONOMIA DEI CONSUMI” testo che riallinea le voci dell’economia al nuovo paradigma della produzione.
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