LA CRISI, CI INTERROGA PURE IN CUCINA

la crisi moglie e marito

La crisi sta tutta intorno a noi. Tutti su di giri, pure a tavola la mettiamo giù dura. Io con le mie tesi, mia moglie con i suoi dubbi e le sue irritazioni.

 

Già, mentre cucina uova strapazzate, straparla: tu continuamente dici, con tono messianico, che “ LA DOMANDA COMANDA” e che occorre andare “VERSO IL CAPITALISMO DEI CONSUMATORI, BEN OLTRE LA CRISI” convincendo pure l’editore Aliberti a farne un libro.

 

BEH, SENZA FARLA TROPPO LUNGA DAMMI UNA DEFINIZIONE SINTETICA DELLA CRISI?

 

Ci provo: La crisi è quella del reddito, erogato dai Produttori a chi lavora per produrre merci, insufficiente a smaltire quanto prodotto che ha bloccato il meccanismo dello scambio domanda/offerta.

 

INSOMMA ALLUDI AD UNA SINDROME DA MIOPIA?

 

Non ci provare, lo sai bene, alludo all’esistenza di mercati asincroni che vanno a braccetto con quei vecchi paradigmi che ancora governano l’economia.

 

CERCHIAMO DI INTENDERCI: IL MERCATO DEL LAVORO HA RIDOTTO STIPENDI E SALARI?

 

Si, cocca mia. Le migrazioni dal sud al nord del mondo hanno affollato di domanda il mercato del lavoro; l’ automazione dei processi produttivi ed i fenomeni di delocalizzazione hanno ridotto l’offerta di lavoro; il basso casto del lavoro nelle economie emergenti hanno fatto il resto. il mercato si mostra efficiente riduce stipendi e salari.

 

COCCO, VA BENE MA IL MERCATO DELLE MERCI HA RIDOTTO I PREZZI?

 

No, anzi. Nonostante si sia ridotta la capacità di spesa che ha ridotto gli acquisti, gonfiando il mercato di merci invendute, dentro questo mercato non si sono manifestati fenomeni di deflazione in grado di ripristinare quella capacità.

 

VUOI DIRE CHE COSI’ SI SONO ALTERATI GLI EQUILIBRI DEL MECCANISMO ECONOMICO?

 

Già, viene alterato il rapporto di scambio offerta/domanda; non smaltite quelle merci in eccesso perdono valore, bruciano ricchezza.

 

UN MOMENTO PERO’, COSI’ SI E’ SPESO. QUINDI SEMBRA SI SIA POTUTO RIPRISTINARE L’EQUILIBRIO?

 

Si: mediante le azioni condotte da politiche reflattive che hanno artificialmente sostenuto la domanda per dar sostegno ai prezzi ripristinando così il valore delle merci garantendo utili alle imprese.

 

EI MARITOZZO, SI E’ COMUNQUE PRODOTTA RICCHEZZA !

 

Si: le politiche monetarie hanno abbassato il costo del denaro da prendere a prestito, la spesa pubblica ha fatto la sua parte; pure il “rifinanziamento” dei mutui fondiari ha fornito reddito da spendere per acquistare e smaltire l’invenduto: politiche reflattive alla bisogna, insomma, per surrogare la capacità di spesa attraverso l’assunzione di debito, quello privato e quello pubblico.

 

Si è prodotta, insomma, ricchezza con il debito.

 

TU RITIENI TUTTO QUESTO UN MISFATTO CHE TI MANDA DI TRAVERSO LA CENA, SI PUO’ ANDARE OLTRE?

 

Si, perché se i Produttori hanno dettato la regola al mercato del lavoro, quando salta il tappo  il debito si fa inattingibile e l’offerta invendibile , subiscono la regola- prima negata- dell’altro mercato, quello delle merci: hanno più bisogno loro di vendere che i Consumatori di acquistare.

 

Capito mogliettina!

 

Muta lo statuto delle convenienze; è tempo di ridefinire il ruolo degli operatori della domanda e dell’offerta:

 

Ai Consumatori, tocca il compito di dover acquistare, ben oltre il bisogno, per trasformare il valore delle merci in ricchezza; di consumare l’acquistato per far nuovamente produrre dando continuità al ciclo produttivo e sostanza alla crescita economica.

 

Ai Produttori tocca fornire merci ancorchè l’adeguato supporto alla capacità di spesa di chi acquista quelle merci.

 

IO CI STO’, MA CHI DOVRA’ PAGARE IL CONTO PER RIAVVIARE UNA CRESCITA NON DROGATA?

 

Facciamoli due conti: per i Consumatori tutti clienti, clienti di tutto – tutto è stato reso merce, tutto deve essere consumato per far crescere l’economia – necessario disporre di reddito adeguato alla bisogna per sostenere tal obbligo.

 

Ai Produttori tocca oliare il meccanismo che smaltisce il prodotto sottraendo rischio all’impresa.

 

Ecco, appunto, sottrarre rischio all’impresa, un bel guadagno.

 

Il costo? Lo paga il profitto: vanificato il rischio occorre rimettere in circolo quel reddito che lo retribuisce.

 

Quel remunero, redistribuito per dare sostegno alla domanda, tiene attiva la funzione consumo che rende efficiente la gestione dei fattori della produzione garanti dell’utile d’impresa; fa scendere il prezzo delle merce, rende competitivo il prodotto: il rendimento appezzabile!

 

Come vede  cambiando la regola degli oneri e la gerarchia delle relazioni produttive  che genera la prosperità economica si può fare meglio.

 

I TUOI CUGINI FRANCESI DISCUTONO  DI “NOUVEAU MONDE, NOUVEAU CAPITALISM”. E TU?

 

Prima di mangiare la frutta la metto così: un nuovo esercizio economico per un mondo nuovo; nuovo pure l’esercizio del comando.

 

I Produttori da comandanti a dipendenti; l’industria finanziaria, ridimensionata la funzione creditizia, torna d’acchito all’intermediazione che ben gli stà; alla funzione consumo, che occupa il centro della scena produttiva, tocca governare la crescita economica.

 

Occorre aggiornare la ragione sociale del capitalismo: prima, dei Produttori poi dei Creditori oggi , che la domanda comanda, dei Consumatori.

 

Essipperché cambiando l’ordine dei fattori produttivi il Prodotto Interno Lordo cambia, eccome; può tornare a salire.

 

BEH, ALLORA VADO A LAVARE I PIATTI PER L’ULTIMA VOLTA PRIMA DI DIVENTARE CAPITALISTA

 

 

Daniela Bianchi & Mauro Artibani

http://www.alibertieditore.it/?pubblicazione=la-domanda-comanda-verso-il-capitalismo-dei-consumatori-ben-oltre-la-crisi

 

 

 

 

Annunci

Informazioni su professionalconsumer

Sono Mauro Artibani, l'economaio. studioso dell’Economia dei Consumi, quella che gli accademici non scorgono, le Facoltà di Economia non insegnano. Da 15 anni sviluppo una ricerca al cui centro abita il “Professional Consumer” che sbircia, indaga e intravvede le regole per un capitalismo tutto nuovo. Autore del libro: PROFESSIONE CONSUMATORE Paoletti D´Isidori Capponi, Marzo 2009 Autore del libro: LA DOMANDA COMANDA: VERSO IL CAPITALISMO DEI CONSUMATORI, BEN OLTRE LA CRISI Autore del DECALOGO DEL PROFESSIONAL CONSUMER Ho in corso la redazione del “SILLABARIO DELL’ECONOMIA DEI CONSUMI” testo che riallinea le voci dell’economia al nuovo paradigma della produzione.
Questa voce è stata pubblicata in consumatori, consumo, crescita, crisi, debito, Domanda, economia, lavoro, mercato e contrassegnata con , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...