SISSIGNORI, QUEL LUSSO COSTA CARO

lusso costa caro

 

Facciamo finta che i redditi disponibili siano insufficienti a fare la spesa, che la disoccupazione sottragga ancor più reddito alle Famiglie, che i risparmi si assottiglino, che il debito aumenti e che in tutto questo andazzo non si riesca a trovare il bandolo della matassa per raddrizzare le sorti della congiuntura.

Si, facciamo finta di essere ad un tornante della storia, dove il dopo, insomma, non sarà più come il prima. Dove si vedranno prodighi smarriti girare in tondo, sbeffeggiati da frugali di antica data, mentre quelli nuovi di zecca stanno tutt’intenti a racimolare senso tra quel che resta.

Va per la maggiore un nuovo precetto: “L’uomo non può possedere più di quanto il suo cuore possa amare.”

Lo scrive Nicolai Lilin, con perfetto tempismo: struggente!

C’è pure gente che fa di necessità virtù: downshifting. Lo stiledel vivere in semplicità. Massì, la scelta da parte di diverse figure di lavoratori di giungere ad una libera, volontaria e consapevole autoriduzione del salario, bilanciata da un minore impegno in termini di ore dedicate alle attività professionali, sì da godere di maggiore tempo libero e chissà di quanto altro ancora.

Giust’appunto: “lavoro meno, guadagno meno, mi riprendo il mio tempo”

Eggià, se non si può avere tutto, occorre mettere a frutto il desiderare meno.

Si, si può acquistare solo ciò che si ama, si può pure acquistare il proprio tempo, si può anche fischiettare sotto la doccia “quello che non ho è quel che non mi manca” ; sentirsi gagliardi e tosti e magari schivare pure i predicozzi.

Essipperchè, gente in giro a far predicozzi se ne trova a iosa: intellettuali di risma, sociologi, persino gli psicologi stanno lì a dare conforto, a prendere parte, a farsi parte, rimestando contro quel “consumismo della malora che ha lasciato esangui le genti”.

Certo, si può far tutto questo purchè si metta in conto che al fin di fare meno verrà a mancare pure il resto.

Il meccanismo economico-produttivo al quale ci abbeveriamo consente al singolo il lusso di fare il dowshifting; se tutti però fanno dowshfting va in malora.

Se viene a mancare la spesa, mancherà il reddito; senza reddito mancherà ancor più la spesa, non vi sarà nuova produzione, nemmeno occupazione, ancor meno reddito; meno prelievo fiscale ovvero meno previdenza, assistenza, istruzione, sicurezza e chissà quant’altro ancora.

Sissignore, quel lusso può costare caro anzi carissimo!

 

Mauro Artibani

www.professionalconsumer.wordpress.com

www.professioneconsumatore.org

 

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Informazioni su professionalconsumer

Sono Mauro Artibani, l'economaio. studioso dell’Economia dei Consumi, quella che gli accademici non scorgono, le Facoltà di Economia non insegnano. Da 15 anni sviluppo una ricerca al cui centro abita il “Professional Consumer” che sbircia, indaga e intravvede le regole per un capitalismo tutto nuovo. Autore del libro: PROFESSIONE CONSUMATORE Paoletti D´Isidori Capponi, Marzo 2009 Autore del libro: LA DOMANDA COMANDA: VERSO IL CAPITALISMO DEI CONSUMATORI, BEN OLTRE LA CRISI Autore del DECALOGO DEL PROFESSIONAL CONSUMER Ho in corso la redazione del “SILLABARIO DELL’ECONOMIA DEI CONSUMI” testo che riallinea le voci dell’economia al nuovo paradigma della produzione.
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