NON TUTTO MA DI TUTTO

Che la pratica del consumo sia divenuto il quasi tutto delle nostre istanze quotidiane sta sotto gli occhi di tutti. Basta dare un’occhiata in giro.

Il consumo vettore di Senso è il linguaggio che regola le nostre relazioni; finanche  pasoliniana “ideologia”.

C’é di più: l’acquisto, come pratica antistress, diagnosticata da psicologi a la page, apparenta il consumo ad un esercizio medicamentoso.

Gli adepti del marketing rivendicano, con malcelato orgoglio, l’uguaglianza piacere-acquisto.

Il consumo come generatore di Significato viene autoritativamente rivendicato dall’industria pubblicitaria.

Anche di fronte all’indicibile dell’ 11 settembre si è trovato il modo di dire della pratica del consumo.

“Andate a fare shopping”, con i toni  del pulpito, invoca Rudolph

Giuliani ai reduci suoi concittadini: la liturgia dell’acquisto si colora

di un espressioni catartiche, che sembrano consegnare il consumare alla

dimensione escatologica.

L’accorato richiamo di George W Bush e del suo vice Dick Cheney

“comprate altrimenti i terroristi l’avranno vinta” mostra invece risorse

sorprendenti : il consumo come pratica anti-terroristica.

La pratica del consumare come esercizio che genera la crescita economica – i 2/3 del Pil – è, in quest’ ordine, solo l’ultima frontiera di approdo della nostra civiltà.

Eggià, se la dimensione del consumo finisce per governare tutti gli interstizi dell’esperienza umana, se da questo agire sembra ricavarsi il benessere del consorzio umano non possiamo consentire che lo si eserciti facendo ricorso all’occasione, all’imperio del pressappoco, alla pratica dilettante.

Compito d’istituto mettere in campo un consumatore professionista spendibile sul  mercato, che sia in grado  di rivendicare ruolo, prerogative; responsabilità per l’ambiente le cose e i senzienti e vivaddio, per cotanto esercizio, ristoro economico che come si sa non fa mai male: et voilà il Professional Consumer.

Altro che imbelle, Agente Economico!

 

Mauro Artibani

Per approfondire il tema trattato: PROFESSIONE CONSUMATORE

Paoletti D’Isidori Capponi Editori

Marzo 2009

www.professionalconsumer.wordpress.com

www.professioneconsumatore.org

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Informazioni su professionalconsumer

Sono Mauro Artibani, l'economaio. studioso dell’Economia dei Consumi, quella che gli accademici non scorgono, le Facoltà di Economia non insegnano. Da 15 anni sviluppo una ricerca al cui centro abita il “Professional Consumer” che sbircia, indaga e intravvede le regole per un capitalismo tutto nuovo. Autore del libro: PROFESSIONE CONSUMATORE Paoletti D´Isidori Capponi, Marzo 2009 Autore del libro: LA DOMANDA COMANDA: VERSO IL CAPITALISMO DEI CONSUMATORI, BEN OLTRE LA CRISI Autore del DECALOGO DEL PROFESSIONAL CONSUMER Ho in corso la redazione del “SILLABARIO DELL’ECONOMIA DEI CONSUMI” testo che riallinea le voci dell’economia al nuovo paradigma della produzione.
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2 risposte a NON TUTTO MA DI TUTTO

    • ciao Angelo, sei daccordo?
      GRECI SONO LORO, SIAMO TUTTI !
      Rigore? Rigore!
      Risanamento? Già 7 “pacchetti austerità” sottoscritti!
      E’ finita? Non è finita!
      Si tenta un’iperbole, la svalutazione competitiva: si riducono stipendi, salari, pensioni ed occupazione; si va in deflazione, falliscono il 25% delle piccole Aziende, altre tornano nella competizione internazionale per vendere, che so….yogurt e vacanze.
      In casa intanto non riescono a comprare manco più la feta ed il Pil, nel quarto trimestre 2011, va giù del 7% annuo.
      Già, non sembrano esistere scorciatoie, ancor meno soluzioni facili.
      Tanto vale tentare soluzioni impossibili: l’alfabeto greco ci consente di scrivere, pensiamo attraverso le parole greche; con la filosofia, che lì nasce, articoliamo quel pensiero; non paghi fondano quella democrazia che ci governa e lo sport olimpico che sfida genti e le accomuna.
      Tutta roba loro, cui nessuno ha mai pagato tributo.
      Pagare il debito dei diritti, all’impiego smodato di quei precetti della “civiltà occidentale” che ogni istante ci abita, un dovere.
      Pagare il nostro debito acciocchè possano ripagare il loro ci redime.
      Un risarcimento dovuto, che nessun tribunale della storia potrebbe negare.
      Tra i maggiori indebitati sta l’intera “filosofia tedesca”: ops!

      Mauro Artibani

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