DUBITO DEL DEBITO PER USCIRE DALLA CRISI

Debito: quel che si fa per ottenere di poter fare cose non altrimenti fattibili con quel che si dispone; l’acquisto di reddito per acquistare e far crescere l’economia.

Questo si è fatto, in tutti i modi e le forme, finanche nel fare quelle opere di reflazione, fatte per contrastare l’anatema della deflazione quando si è arrestata quella crescita.

Proprio quel debito che ha corroborato la capacità di spesa per sostenere quella domanda che smaltisce l’offerta  che genera utili, che reinvestiti generano nuova offerta  che deve essere acquistata per far crescere l’economia.

Il rifinanziamento* di quel debito, andato oltre il possibile, ha inguaiato i Consumatori, che hanno sbrindellato quelli del credito che hanno sfiancato le casse pubbliche.

Per uscire dal guado: si al debito, dicono gli yankee. Mettendo debito su debito forzano una crescita che si mostra insufficiente a ripagare quel debito. Debito no, ribattono i krucchi, che vogliono tagliarlo per risanare le casse pubbliche condannando chi lo fa a quella recessione che aumenta il debito.

Che razza di economia è mai questa che sembra incapace di andare oltre quel debito che fornisce credito ad ausilium a mercati disallineati?

Già, il mercato del lavoro sovraffollato, per esempio, che eroga redditi insufficienti a smaltire quello che il mercato delle merci mette in vendita, che può vendere solo attingendo a quel credito.

Credito  che abilita quelle retribuzioni smilze aumentando gli utili dei Produttori; con politiche monetarie, fiscali pure keynesiane sollecita i Consumatori ad acquistare merci altrimenti in eccesso, indebitandoli per far crescere l’economia; che consente a quegli stessi Produttori di smaltire quelle merci sommando utili a utili.

Ristori dispari, insomma, per figli e figliastri: diseconomie di sistema che impallano il funzionamento del meccanismo dello scambio alterando il sistema di formazione dei prezzi.

Dentro tal mentito equilibrio occorre agire, mediante una nuova allocazione delle risorse economiche che premi il merito tra chi, dentro il sistema circolare della produzione, genera il moto e chi lo rende perpetuo; tra chi produce e chi acquista il prodotto. Per la finanza  l’occasione di percorrere finalmente strade adorne.

 

*Rifinanziamento, la postilla magica sottoscritta, nei contratti di mutuo fondiario eroganti credito a  Prime e sub-Prime, per dotare i Consumatori Usa di una idonea capacità di spesa a debito. Altro giro altro rifinanziamento il “Quantitative Easing 1, 2,…

Ancora rifinanziamento, nella fattispecie il Long Term Refinancing Operation 1 e 2, quello impiegato per rifocillare il sistema bancario UE; la Bce eroga credito per consentire di fare altro credito che indebita.

 

Mauro Artibani

Per approfondire il tema trattato: PROFESSIONE CONSUMATORE

Paoletti D’Isidori Capponi Editori

Marzo 2009

www.professionalconsumer.wordpress.com

www.professioneconsumatore.org

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Informazioni su professionalconsumer

Sono Mauro Artibani, l'economaio. studioso dell’Economia dei Consumi, quella che gli accademici non scorgono, le Facoltà di Economia non insegnano. Da 15 anni sviluppo una ricerca al cui centro abita il “Professional Consumer” che sbircia, indaga e intravvede le regole per un capitalismo tutto nuovo. Autore del libro: PROFESSIONE CONSUMATORE Paoletti D´Isidori Capponi, Marzo 2009 Autore del libro: LA DOMANDA COMANDA: VERSO IL CAPITALISMO DEI CONSUMATORI, BEN OLTRE LA CRISI Autore del DECALOGO DEL PROFESSIONAL CONSUMER Ho in corso la redazione del “SILLABARIO DELL’ECONOMIA DEI CONSUMI” testo che riallinea le voci dell’economia al nuovo paradigma della produzione.
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